La flessione del 2003 e la cautela per l’anno in corso sono confermate anche dai dati di consuntivo dell’anno passato e dalle previsioni per il 2004. Per il presidente di Ucimu, Andrea Riello, occorre sostenere la leva strategica dell’innovazione tecnologica e favorire il rinnovo del parco macchine per sostenere la competitività dell’intera industria nazionale.
In base ai dati elaborati dal Centro Studi & Cultura di Impresa di Ucimu, nel primo trimestre del 2004 la flessione degli ordini raccolti dai costruttori italiani di macchine utensili per la lavorazione del metallo, che aveva caratterizzato tutto il 2003, ha registrato una battuta d’arresto e l’indice degli ordini si è attestato a 79,1 (base 2000=100), posizionandosi così sugli stessi livelli del primo trimestre 2003, con una variazione di +0,1%.
Il risultato complessivo è stato determinato dalla lieve diminuzione degli ordini raccolti sul mercato interno, che sono diminuiti dell’1,8% per un valore dell’indice pari a 67,3, frenando così il calo che, nei tre trimestri precedenti, era sempre risultato superiore al 20%.
Sul fronte estero, l’indice ha, invece, registrato un lieve aumento dello 0,9%, per un valore dell’indice di 91,7. In base ai dati ISTAT relativi al 2003, infatti, tra i mercati di sbocco tradizionali sono risultate in crescita le vendite negli Stati Uniti (+30,8%), nonostante un euro molto forte, mentre tra i mercati emergenti sono aumentate le esportazioni dirette in Cina (+32,1%), Turchia (+26,3%) e Russia (+33,3%).