Il primo semestre 2016 ha segnato un recupero per export di meccanica italiana in Cina rispetto all’arresto avvenuto nel 2015. Nei dati dell’Ufficio studi Anima, la Cina si posiziona nella prima meta dell’anno ottava destinazione per l’industria meccanica Made in Italy, registrando una crescita del 6,3%, per un valore di 403 milioni di euro. In cima alla classifica dei prodotti più richiesti si trovano valvole e rubinetti, pur segnando un -18% rispetto al 2015, perdendo circa 20 milioni di euro di ordini.
Le pompe sono state vendute per un valore di 45 milioni di euro, mentre le turbine a gas sono cresciute notevolmente, passando dagli 8 milioni del 2015 ai 44 milioni del 2016. In crescita anche le macchine da costruzione, con un +25% toccando i 44 milioni di euro, mentre perdono l’11,8% gli impianti termici. Nella sede Anima a Milano si terrà il prossimo 8 febbraio un Focus export Cina, che affronterà questi temi dibattendo del ruolo della Cina nell’economia mondiale, tra lo status di economia di mercato e in bilico tra la figura di concorrente o partner, fornitore o terzista, temi che stanno cambiando i rapporti commerciali tra Italia e Cina.