Si chiama iCub ed è un robot umanoide progettato per studiare i sistemi cognitivi artificiali. Dotato di 53 motori che gli consentono di muovere testa, braccia, mani, busto e gambe, iCub può sentire, vedere e parlare. iCub è un progetto Finanziato dall’Unione Europea e sviluppato dall’Istituto Italiano di Tecnologia nel Dipartimento di Robotics, Brain and Cognitive Sciences (RBCS) e nell’iCub Facility, guidati rispettivamente dal prof. Giulio Sandini e dal prof. Giorgio Metta. iCub, adottato da oltre 20 laboratori in tutto il mondo per studi sull’intelligenza artificiale, è un progetto open source.
Kaydon, distribuita in Italia da Magi, ha preso parte alla realizzazione di iCub, grazie alla decisione da parte dei ricercatori dell’IIT di impiegare la serie di cuscinetti a sezione sottile Reali-Slim della nota casa costruttrice statunitense. Alla base del progetto risiede la volontà di studiare i sistemi cognitivi artificiali, in particolare analizzando gli aspetti di relazione di un robot umanoide con l’ambiente. In questo senso, viene studiato sia come iCub si relaziona con l’ambiente circostante attraverso la manipolazione di oggetti, sia la sua interazione ‘sociale’, in quanto il robot non è solo in grado di coordinare i propri movimenti, ma può anche vedere e sentire. La vera funzione della testa, di fatto, è quella di ospitare due telecamere poste negli occhi e i microprocessori che elaborano le immagini, riproducendo il senso della vista. iCub possiede anche dei microfoni per la ricezione dei suoni e un insieme di sensori inerziali per riprodurre il senso dell’equilibrio.
iCub, potrà essere impiegato in ambito industriale come aiutante, e ne è previsto l’utilizzo anche in ambito domestico. Dei 53 motori totali del robot, infatti, ben 32 sono posizionati nelle braccia e nelle mani e complessivamente 41 dalla vita in su, per consentire azioni di presa e di manipolazione fine degli oggetti. I cuscinetti di Kaydon sostengono e garantiscono la rotazione relativa delle varie parti che compongono i giunti del robot e mantengono l’asse del giunto correttamente allineato nonostante l’azione di forze tangenziali che normalmente tenderebbero a deformare l’asse e/o gli altri componenti in rotazione. Alcune parti ruotano con velocità dell’ordine di diverse migliaia di giri al minuto per cui è necessaria una precisione elevata affinché il meccanismo non si inceppi.