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RMO 208 – Novembre/Dicembre – 2017

Facciamo un primo bilancio del Piano Industria 4.0

Inserito in Legge di Bilancio alla fine dello scorso anno, oggi possiamo fare un primo bilancio degli effetti del Piano Nazionale Industria 4.0 sulle nostre imprese, che disegna un’Italia con una marcata crescita nel mercato di beni strumentali (fino all’11,6% nel primo semestre rispetto allo stesso periodo del 2016) e un aumento di spesa in ricerca e sviluppo. Secondo l’Osservatorio Industry 4.0 del Politecnico di Milano, lo scorso anno gli investimenti si sono incentrati soprattutto in IoT per un miliardo di euro, con una crescita del 27% rispetto all’anno prima. A seguire le tecnologie analytics (330 milioni di euro), cloud computing (150 milioni), automazione avanzata (120 milioni), tecnologie per l’interfaccia uomomacchina (20 milioni). Le previsioni dell’Osservatorio dell’ateneo milanese per la chiusura di quest’anno, sulla base del trend finora misurato, parlano di una spesa in innovazione raddoppiata per l’industria italiana e prossima al raggiungimento dell’obiettivo auspicato, quello dei 10 miliardi di euro in più, per il Piano Industria 4.0 nel 2018. L’Osservatorio MecSpe ha svolto un’indagine tra gli imprenditori, e ha verificato che il 69% di loro ha molto gradito l’introduzione dell’iperammortamento per i macchinari funzionali alla digitalizzazione, così come il credito d’imposta per attività di ricerca e sviluppo (57,4%), il miglioramento delle infrastrutture digitali abilitanti (54,6%) e la defiscalizzazione dei premi di produzione (51,1%). Un altro dato che emerge dalla ricerca dell’Osservatorio MecSpe è la volontà delle aziende (il 46%) di destinare parte del fatturato a investimenti in innovazione a prescindere dagli incentivi che lo Stato deciderà o meno di prevedere, con solo un 3% di imprenditori pronti a sospendere ogni azione in caso di stop dei sostegni statali.

Luca Rossi



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